La programmazione delle attività di prevenzione negli ambienti di lavoro

La programmazione delle attività di prevenzione negli ambienti di lavoro effettuata dalle regioni tiene conto di tutte le informazioni disponibili che riguardano i diversi aspetti del contesto italiano,con particolare riferimento al quadro produttivo occupazionale, al quadro dei rischi, al quadro di salute dei lavoratori e al quadro degli interventi di prevenzione e di vigilanza negli ambienti di lavoro. 
Anche la normativa di riferimento per la recente programmazione del triennio 2010-2012,
costituita in particolare da:
D.P.C.M. 17.12.07: “Il Patto per la salute e sicurezza nei luoghi di lavoro“ in esecuzione all'
accordo del 1° agosto 2007, che impegna Regioni, Province Autonome e Ministeri nella realizzazione di azioni dirette alla salvaguardia della salute e della sicurezza del “cittadino che lavora”;
Piano Nazionale della Prevenzione 2010-2012 (Intesa Stato-Regioni 29 aprile 2010);
Art. 7 del DLgs. 81/2008, relativo all' attivazione dei Comitati Regionali di Coordinamento tra Pubbliche Amministrazioni deputate al controllo negli ambienti di lavoro;
prevede la conoscenza preliminare delle suddette informazioni di contesto che, non a caso, sono i contenuti qualificanti dei flussi informativi previsti nell'ambito del Sistema Informativo Nazionale per la Prevenzione nei luoghi di lavoro (SINP) così come delineato dall'art. 8 del DLgs. 81/2008.
Quelle che vengono illustrate nel seguito sono soltanto alcune delle informazioni disponibili,inserite in questa relazione allo scopo di rendere più facilmente comprensibili i dati sulle attività svolte dalle regioni.
Le peculiarità strutturali delle aziende agricole rendono complessa la definizione dei soggetti esposti a rischio lavorativo, considerando che le ore annue lavorate per addetto sono molto poche per un grande numero di lavoratori del settore.
Recentemente sono stati diffusi da ISTAT i dati preliminari del 6° Censimento Generale dell’Agricoltura del 2010 che mostrano una riduzione del numero di aziende agricole nelle
varie regioni compresa tra il -13% di Bolzano e il -49% del Lazio, con media nazionale -32%
rispetto all'analogo censimento del 2000.
Contestualmente è diminuita la superficie agricola utilizzata. 
Le regioni del sud, Puglia e Sicilia in particolare, sono quelle che hanno il maggior numero di aziende agricole e di superficie agricola utilizzata in rapporto alla superficie regionale; 
su quest'ultimo parametro influiscono evidentemente anche le caratteristiche morfologiche del territorio in quanto questo rapporto è più alto nelle regioni pianeggianti.
Per la conoscenza delle aziende, la fonte INAIL,tra quelle disponibili al momento, è quella
maggiormente utilizzata poiché copre in modo omogeneo tutto il territorio nazionale, è aggiornata annualmente e comprende la stragrande maggioranza delle attività in cui è presente lavoro dipendente. 
Le informazioni sul numero di dipendenti e di artigiani per ciascuna posizione assicurativa INAIL (PAT) consente di definire per ogni anno l'obiettivo minimo di vigilanza previsto dal D.P.C.M. 17.12.07 (5% delle attività con almeno un dipendente o equiparato), anche se l'archivio INAIL non contiene informazioni sugli addetti dell'agricoltura e del cosiddetto Conto Stato. 
L'indicatore così ottenuto rappresenta un primo passo verso la definizione di obiettivi condivisi al fine di omogeneizzare l'attività di controllo svolta dalle regioni.
Ancora più interessante è osservare la distribuzione degli addetti stimati INAIL nel settore industria e servizi; 
infatti, come vedremo nel seguito, il numero assoluto di infortuni presenta una distribuzione coerente con quella degli addetti. 
Il dato del 2008 è quello che può essere considerato ben stabilizzato al momento in cui è stato redatto questo documento. 
La concentrazione di addetti nelle regioni Lombardia e Lazio è in parte dovuta all'accentramento contributivo di tutti i dipendenti in Italia presso un'unica sede; nel Lazio, in particolare, sono accentrate alcune grandi aziende di trasporto e di servizi che in realtà
hanno gli operatori distribuiti su tutto il territorio nazionale.
All'interno del settore Industria e Servizi si colloca anche il comparto costruzioni delle che richiede,per le sue peculiarità, alcune considerazioni specifiche. 
L'indice di produzione del settore(fonte ISTAT) è in progressiva riduzione tra il 2008 e il 2011 per effetto della recente crisi economica;
questo andamento non coincide con quanto rilevato fino ad ora mediante le notifiche preliminari di apertura cantiere presentate dai committenti alle ASL: 
complessivamente esse diminuiscono nel 2009 per poi risalire nel 2010 ma si deve tenere conto del fatto che il dato nazionale è fortemente influenzato dalla Lombardia, che ha recentemente adottato un sistema telematico per l'invio delle notifiche che ,ha reso più cogente l'atto stesso. 
Occorre infine ricordare che le notifiche preliminari non rappresentano tutti i cantieri attivi ma solo quelli rispondenti ai requisiti definiti dall'art. 99 del DLgs 81/2008.
A livello delle singole regioni l'andamento è variabile, in alcune si registra una costante diminuzione, in altre un costante aumento.
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