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giovedì 19 luglio 2012

LE SORGENTI DI INNESCO

Le sorgenti di innesco sono:

ACCENSIONE DIRETTA
quando una fiamma, una scintilla o altro materiale incandescente entra in contatto con un materiale combustibile in presenza di ossigeno (taglio e saldatura, fiammiferi e cicche di sigarette)
ACCENSIONE INDIRETTA
quando il calore d’innesco avviene nelle forme della convenzione, conduzione o irraggiamento termico (aria calda generata da un incendio e diffusa attraverso un vano scala propagazione attraverso elementi metallici strutturali)

ATTRITO
quando il calore è prodotto dallo sfregamento di due o più materiali (malfunzionamento di parti meccaniche rotanti come cuscinetti e motori)
AUTOCOMBUSTIONE
quando il calore viene prodotto dallo stesso combustibile (cumuli di carbone, fermentazione di vegetali, reazioni chimiche)

La maggior parte di queste sorgenti di ignizione può essere controllata stabilendo opportune norme interne di sicurezza ed instaurando una rigorosa disciplina comportamentale, installando apparecchiature elettriche a tenuta di gas e vapori, distanziando opportunamente i luoghi ed i locali dove possono esistere, sia pure momentaneamente, sorgenti di ignizione.
Una delle sorgenti di innesco meno conosciute, e quindi più subdole, è l’elettricità statica, che può causare gravi disgrazie ed è una delle sorgenti di ignizione di più difficile controllo; sono pochissime le operazioni nelle quali non è presente.
L’elettricità statica si genera per attrito e scivolamento di materiali isolanti, pulegge, cinghie, o per passaggio di solidi, liquidi o gas ad alta velocità, attraverso strette aperture o condotte.
Il singolare fenomeno è avvertito dalle persone che calzano scarpe con suole di gomma: 
in tal caso si caricano di elettricità statica nei loro movimenti e possono dar luogo a scintille avvicinandosi ad oggetti metallici messi a terra. 
L’indossare tessuti di fibra sintetica può aggravare in maniera allarmante la formazione di elettricità statica sulle persone.
La possibilità che si generino scintille causate dall’elettricità statica aumenta se l’aria ambiente presenta un’umidità inferiore al 50%.
La combustione dei sistemi gassosi:

LIMITI DI INFIAMMABILITA’
Quando sia il comburente che il combustibile sono dei gas, una volta che in un sol punto di essi sono raggiunte le condizioni necessarie e sufficienti per la combustione, questa si propaga a tutto il sistema con una rapidità tale che, nella maggior parte dei casi, è preclusa ogni possibilità di attivo intervento. 
In tal caso si parla di fenomeni di deflagrazione o, peggio ancora, di esplosione.
QUANDO SI VERIFICANO?
Quando la proporzione fra combustibile (gas) e comburente (aria) è compresa fra due limiti ben precisi; 
in tali casi si creano quelle condizioni limite che permettono, come si è detto, l’esplosione.

LIMITI
I limiti sono espressi sotto forma di percentuale (di gas rispetto all’aria).
Si conoscono e si definiscono due limiti di infiammabilità per ogni gas o vapore combustibile e precisamente il limite inferiore ed il limite superiore, che rispettivamente corrispondono alla più bassa e alla più alta concentrazione in volume del gas combustibile nella miscela al di sotto e al di sopra della quale non è più possibile che l’ignizione iniziata in un punto di essa possa propagarsi a tutta la miscela presente. 
L’ignizione di queste miscele è possibile solo quando la loro composizione è compresa nei limiti di infiammabilità.


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