Checklist autovalutazione rischio chimico

Guida rapida per l'autoverifica della corretta gestione del rischio chimico da parte del Datore di Lavoro
La ASL RMF ha organizzato questo studio per divulgare la cultura della prevenzione e per sottolineare l'importanza che attribuisce alle corrette modalità di valutazione del rischio testimoniando l'attenzione alla collaborazione con le aziende in un contesto che, in prima battuta, esula dalle azioni repressive della vigilanza.

La corretta compilazione del questionario di seguito riportato è il presupposto fondamentale per fare un'analisi critica della propria realtà lavorativa, per cui

- rispondi alle domande in modo obiettivo e sincero;
- tieni a portata di mano il tuo Documento di Valutazione del Rischio chimico;
- se la domanda è troppo tecnica o non è ben comprensibile non rispondere a caso ma consulta il tuo consulente, il medico competente, un rappresentate dell'associazione di categoria di cui fai parte per capire se l'argomento ti riguarda realmente e come interpretarlo.

La presenza in ambito lavorativo di sostanze chimiche rappresenta un fattore di rischio sia per la sicurezza che per la salute degli operatori. Le alterazioni dello stato di salute presentano cause precise e possono essere prevenute attraverso l’adozione di misure preventive e protettive adeguate. È ovvio che per poter disporre di dispositivi e di procedure di sicurezza è necessario conoscere il rischio al quale si è esposti.

La normativa considera pericolosi tutti gli agenti chimici che rientrano in classificazioni specifiche oltre a tutte le sostanze che, presenti a qualunque titolo nel luogo di lavoro, rappresentano un rischio per la salute a causa delle loro modalità di impiego o a causa delle loro proprietà chimico-fisiche e tossicologiche.
La definizione comprende anche i rifiuti e le sostanze e i miscugli derivanti da processi siano essi prodotti intenzionalmente o no nell’ambito dell’attività lavorativa (come ad esempio i fumi di saldatura e la lavorazione a caldo di materie plastiche, ecc). In un panorama estremamente variegato di termini e definizioni, è possibile stabilire il reale rischio espositivo per una classe di lavoratori solo a seguito di una chiara ed oggettiva analisi e valutazione del rischio chimico.

Tale valutazione, di cui il datore di lavoro è considerato responsabile, parte dall’identificazione del rischio a cui ciascun lavoratore è soggetto attraverso un’analisi delle mansioni e delle sostanze manipolate, è seguita da una fase di valutazione vera e propria secondo criteri standardizzati e culmina nella stesura di un documento che evidenzia l’entità del rischio in esame.
La tutela della salute dei lavoratori da agenti chimici è un argomento di interesse collettivo, ed esiste una normativa specifica che ne regolamenta l’esposizione: il Titolo IX del D.Lgs. 81/2008 e s.m.i., capo I “Protezione da agenti chimici”.

Anche il Piano regionale della prevenzione per il 2011 ha sottolineato l'importanza della prevenzione dall'esposizione a sostanze pericolose promuovendo, attraverso le ASL di competenza, la divulgazione di corrette procedure di gestione del rischio, anche auspicando la collaborazione delle associazioni di categoria.

DOWNLOAD :
 120731_ASL_RM_checklist_autovalutazione_rischio_chimico.pdf
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