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giovedì 16 luglio 2015

EXPO 2015 DPR 177/2011

EXPO 2015Il dibattito sull'applicazione del DPR 177/2011 sta cominciando ad assumere una giusta rilevanza in quella variegata comunità che si occupa di prevenzione nei luoghi di lavoro; una rilevanza giustificata dal fatto che gli incidenti che possono verificarsi in ambienti confinati o sospetti di inquinamento hanno esiti spesso anche tragici.
Al fine di poter individuare delle indicazioni operative applicabili, in occasione dell’allestimento dei cantieri per la realizzazione del sito EXPO 2015, ASL di Milano ha creato un Gruppo di Lavoro che si è occupato di definire dei criteri minimi che potessero rappresentare da una parte un utile supporto per le aziende e, dall’altra, costituire uno strumento da porre a base dell’attività di vigilanza.
In questo contesto, crediamo possa risultare interessante comprendere anche l’approccio con cui il Servizio PSAL della ASL di Milano ha orientato la redazione del Quaderno tecnico, anche per i risultati in termini preventivi che sono stati raggiunti grazie all’attività di vigilanza effettuata in cantiere.
La realizzazione del sito di EXPO 2015, caratterizzata da una vasta area di cantiere interessata da una molteplicità di fasi di lavorazione contemporanee, rappresentava un’opera di particolare complessità, che richiedeva la definizione di un piano straordinario di attività di controllo che, per essere effettivo ed efficace, necessitava di uno strumento condiviso che specificasse requisiti e criteri di riferimento per le aziende impegnate in questa specifica attività nelle diverse tipologie di ambienti confinati e per differenti settori di lavoro. Quindi, tra le prime iniziative è stata avviata, con la partecipazione della DTL di Milano, una fase di approfondimento della tematica attraverso un corso di Formazione intensivo con la presenza di due esperti del settore: l’Ing. Gino e l’ Ing. Bacchetta, che ha consentito di acquisire elementi utili per la predisposizione degli strumenti operativi per svolgere l’attività in particolare sui problemi connessi alla formazione e alla verifica dei requisiti tecnico professionali, strutturando una checklist per la vigilanza.
Quindi è stato avviato un tavolo di confronto con i gestori pubblici e della rete dei sottoservizi con l’obiettivo di identificare e condividere linee operative e buone prassi di intervento. Al termine di queste prime attività, nel giugno 2014 si è svolta in collaborazione con la DTL di Milano una giornata di lavoro in EXPO alla presenza dei Gestori, degli Sponsor, dei CSE delle diverse aree (Piastra e appalti collegati, Pontexpo, Zara Expo) e dei Responsabili delle Imprese affidatarie, per discutere sui requisiti che dovevano essere garantiti nelle attività svolte in ambienti confinati o sospetti di inquinamento.
In quella occasione il GdL ha presentato un documento dal titolo: “Lavori in Ambiente Confinato. Riferimenti normativi e requisiti di sicurezza. Documento di lavoro per il confronto con i gestori di EXPO”. Da quel confronto complesso e articolato, durante il quale ogni partecipante ha potuto esprimere le proprie opinioni e portare la propria esperienza, ne è scaturito un sistema organico di confronto sulle modalità con le quali poter applicare, in modo effettivo, quanto richiesto dal DPR 177/2011 ad un’opera complessa.
Oltre ai riferimenti nazionali esistenti (Manuale illustrato INAIL, Indicazioni Operative del Gruppo di lavoro dell’Emilia Romagna, ecc..) nella definizione dei criteri di individuazione e analisi degli ambienti ci si è riferiti alla classificazione proposta dal NIOSH e dall’OSHA per gli ambienti confinati nelle costruzioni (29 CR OSHA 1926.21) e in ambito industriale (29 CR OSHA 1910.146). Questo in assenza di uno strumento applicabile alla classificazione degli ambienti confinati o sospetti d’inquinamento, che andasse oltre l’elencazione dei luoghi prevista dai riferimenti normativi di cui all’art. 66 e 121 (ambienti sospetti d’inquinamento), nonché all’Allegato IV, punto 3 del D.lgs. 81/08 (ambienti confinati).

Si era, infatti, sentita da subito l’esigenza di poter disporre di una modalità di analisi del contesto operativo meno rigida e allo stesso tempo efficace, orientata verso una effettiva applicazione dei principi della valutazione dei rischi, che potesse garantire effettive condizioni di sicurezza in questa particolare tipologia di attività. Da parte del Servizio PSAL dell’ASL di Milano l’intento era quindi quello di mettere a disposizione in forma trasparente uno strumento, per altro non originale (nelle citate indicazioni Operative della Regione Emilia Romagna si è fatto riferimento alla medesima classificazione NIOSH) per definire i requisiti di accesso in tali ambienti in condizioni di sicurezza. Un’occasione anche per definire le modalità e i criteri con cui si sarebbero articolati i controlli dell’Organo di Vigilanza, con importanti ricadute in termini di attività preventive.
La prima di queste, nel processo di valutazione del rischio, è stata sicuramente la possibilità di identificare e mappare i luoghi che rientravano nella classificazione di ambienti confinati o sospetti d’inquinamento.
La seconda, quella di introdurre stabilmente, almeno in questo tipo di attività svolte nel sito, uno strumento operativo di sintesi del processo di valutazione del rischio, come il permesso di lavoro, per consentire l’accesso sicuro in ambienti confinati o sospetti d’inquinamento.

Per altro lo sforzo del GdL dello PSAL di Milano sembra andare nella stessa direzione con cui si è evoluta la classificazione OSHA applicabile al settore delle costruzioni con la nuova 29 CR OSHA 1926.1200. La definizione di “Confined spaces”, infatti, risulta del tutto sovrapponibile a quella applicata nel settore industriale:
“Confined space means a space that:
(1) Is large enough and so configured that an employee can bodily enter it;
(2) Has limited or restricted means for entry and exit; and
(3) Is not designed for continuous employee occupancy.”
Diversi sono ancora i temi che hanno trovato, nell’ambito del Quaderno tecnico, delle indicazioni di riferimento:
- identificazione dei rischi che devono essere (come minimo) considerati
- caratteristiche e requisiti minimi della procedura operativa
- caratteristiche e requisiti minimi del piano di emergenza
- caratteristiche e requisiti minimi del permesso di lavoro
- requisiti del rappresentante del Datore di lavoro committente
- DPI – strumenti – attrezzature
- aperture e percorsi per l’accesso
- lavori elettrici/lavori di saldatura
inoltre, in particolare, sono stati evidenziati due punti specifici:
- sorveglianza sanitaria
- durata, requisiti e argomenti per la formazione.

Entrambi questi due ultimi temi sono particolarmente importanti in quanto, in entrambi i casi, non esistono specifiche indicazioni normative. Quindi le proposte possono rappresentare un utile riferimento operativo sia per i Medici competenti che devono valutare l’idoneità dei lavoratori addetti, sia per i Datori di lavoro che devono scegliere i percorsi di formazione da somministrare ai propri dipendenti.

Un ulteriore strumento che si è ritenuto utile sviluppare, si riferisce alla possibile autocertificazione dell’esperienza triennale pregressa da parte dei lavoratori, strumento che potesse consentire di verificare in modo puntuale l’esperienza dei lavoratori, compresi quelli che hanno cambiato Datore di lavoro, in assenza di uno strumento specifico.

Queste scelte hanno contribuito, unitamente, ad un piano più ampio di controlli preventivi svolti dal Servizio PSAL a contenere con buoni risultati il fenomeno infortunistico e, di recente, il Servizio PSAL della ASL di Milano ha presentato i dati sull’andamento del fenomeno infortunistico nei cantieri di EXPO 2015. Tale valutazione, è stata condotta analizzando l’incidenza degli infortuni rispetto al numero degli occupati, confrontandola con l’incidenza degli infortuni nel settore delle costruzioni in Provincia di Milano e in cantieri di grandi opere del passato, in particolare relativi ai lavori della TAV Torino Novara e ai lavori per la preparazione delle Olimpiadi invernali di Torino.

E’ emerso che il tasso d’incidenza degli infortuni in Expo è stato significativamente inferiore rispetto ai valori presi come confronto e che anche gli infortuni gravi sono stati una quota ridotta sul totale degli infortuni. Rassicurante il fatto che nel cantiere, che in alcune fasi ha visto un’attività frenetica per i tempi ristretti di consegna delle opere, non sia avvenuto nessun evento mortale.
Nessun infortunio è avvenuto in ambiente classificato come confinato o sospetto d’inquinamento.
Per concludere, riteniamo che il Quaderno tecnico predisposto da ASL Milano si possa considerare come un contributo al più generale percorso di sviluppo della cultura della sicurezza nell'ambito dell'applicazione del DPR 177/2011.
G.d.L. Ambienti Confinati – Servizio PSAL ASL Milano
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