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martedì 28 luglio 2015

L’organizzazione e la gestione di un cantiere

gestione di un cantiere
L’organizzazione e la gestione di un cantiere per la costruzione di un’opera di ingegneria civile è “l’epilogo di un lungo e complesso processo”, bisogna tener conto che l’edilizia “è uno dei comparti dell’economia tra i più complessi e articolati, dove l’aspetto organizzativo e il fattore umano giocano un ruolo decisivo. E “le caratteristiche tecniche più rilevanti dell’attività edilizia, elevato impiego di lavoro, modesto impiego di attrezzature e capacità di mettere in moto altri settori dell’economia, spiegano il rilievo assunto dall’intervento pubblico nel settore”.
Qualità che è la “misura del grado di rispondenza delle prestazioni dell’opera realizzata ai requisiti che ne hanno guidato la concezione, la progettazione, la costruzione e la gestione”.
E il processo edilizio è la “lunga e complessa vicenda che va dal riconoscimento dei bisogni dell’uomo, di gruppi sociali, di collettività fino al loro soddisfacimento con la costruzione e l’uso di opere edili, che si concretizza in una successione coordinata di fasi svolte da più soggetti secondo procedure ben stabilite”. Questo processo produttivo si presenta come una “sequenza di attività complesse da gestire a causa della:
- molteplicità ed eterogeneità degli attori che agiscono;
- contemporaneità ed indipendenza delle fasi e dei sub-processi;
- unicità del prodotto finale;
- condizioni produttive e contestuali specifiche”.

L'etica professionale “non è solo il corretto svolgimento di una attività nei limiti della legge, ma lo svolgimento dell’attività con l’obiettivo di perseguire l’interesse della comunità”. E l’architettura “è tipicamente costruttiva e la sua attività consiste nell'erigere qualcosa di sempre più complesso. Oggi si parla di risparmio energetico che ottimizza lo sfruttamento delle risorse naturali e riduce l’inquinamento ambientale, contribuendo a creare una sintonia tra la natura e l'essere umano. Inoltre si aumenta il comfort abitativo, adottando soluzioni che minimizzano eventuali evaporazioni di sostanze tossiche all'interno degli ambienti, così che il cerchio della nuova etica nel mondo delle costruzioni si chiude”.

Le caratteristiche dei puntelli, dei trabattelli o ponti su ruote a torre e dei ponteggi, Si ricorda che i ponteggi, “sono opere provvisionali, cioè strutture di servizio di tipo temporaneo non facenti parte integrante della costruzione, ma allestite o impiegate per la realizzazione, la manutenzione o il recupero di opere edilizie. Sono assolutamente necessari per evitare i pericoli di caduta di uomini o cose ed è obbligatorio impiegarli nel caso di lavori in quota ad altezze superiori a 2,00 m rispetto ad un piano stabile”. E “sono state tra le prime attrezzature ad essere normate per l’elevato rischio che presentano per i lavoratori durante le operazioni di montaggio, uso e smontaggio”.
Ad esempio si possono avere:
- “ponteggi in legname;
- ponteggi metallici a tubi e giunti;
- ponteggi metallici a telai prefabbricati;
- puntelli e strutture di puntellazione;
- trabattelli (ponti su ruote);
- ponti sospesi fissi e motorizzati”.

Per il rischio di caduta dall’alto è necessaria una protezione costante attraverso dispositivi di protezione collettiva (DPC), dispositivi di protezione individuale (DPI), formazione e informazione.
Senza dimenticare che in caso di caduta con imbracatura anche il “rischio da sospensione inerte” può indurre la cosiddetta patologia causata dall’imbracatura, per cui il Piano di Montaggio, Uso e Smontaggio (PiMUS) e il Piano Operativo di Sicurezza (POS) “dovranno contenere le modalità di intervento di emergenza”.
Nell’attività di montaggio e smontaggio sono presenti inoltre:
- rischi ambientali: caduta di materiale dall’alto; urto del capo contro parti sporgenti dell’attrezzatura e manufatti; scivolosità dei supporti; peso degli elementi da montare;
- rischio movimentazione manuale dei carichi;
- rischi concorrenti quali: scarsa aderenza delle calzature; presenza di vento e pioggia; presenza di ghiaccio ed umidità; riduzione di visibilità o del campo visivo”.

Alcuni dispositivi di protezione individuale per montatori di ponteggi segnalati dal documento:
- “indumenti di segnalazione;
- scarpe di sicurezza;
- casco;
- occhiali di protezione;
- guanti;
- giubbotto salvagente;
- imbracatura anticaduta”.
Chiaramente il giubbotto salvagente “va indossato quando vi è il rischio di caduta nell’acqua, mentre gli indumenti di segnalazione vanno indossati quando si lavora in prossimità di strade”.
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