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mercoledì 1 luglio 2015

rischio psicosociali e muscoloscheletrici

sicurezza e salute
La seconda edizione dell'indagine europea dell'EU-OSHA tra le imprese, ESENER-2, ha raccolto risposte provenienti da quasi 50 000 imprese sulla gestione della SSL e sui rischi nei luoghi di lavoro, con una particolare attenzione ai rischi psicosociali, alla partecipazione dei lavoratori, nonché ai fattori che favoriscono o ostacolano l'azione. Lo scopo è quello di fornire dati comparabili a livello nazionale per contribuire alla definizione delle politiche e di favorire una maggiore efficacia nell'affrontare i rischi nei luoghi di lavoro. La presente relazione di sintesi fornisce una panoramica dei principali risultati di ESENER-2 e amplia i contenuti della relazione sui primi risultati pubblicata nel febbraio 2015.

L'Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro (EU-OSHA) presenta oggi i principali risultati della seconda indagine europea tra le imprese sui rischi nuovi ed emergenti (ESENER-2) presso il Parlamento europeo a Bruxelles. I risultati dell’indagine – che ha raccolto le risposte di quasi 50 000 luoghi di lavoro in 36 paesi, compresi i 28 Stati membri – forniscono un quadro particolareggiato su come vengono gestiti i rischi relativi alla sicurezza e alla salute sul lavoro (SSL) nei luoghi di lavoro in Europa. Offrendo risultati facilmente accessibili attraverso uno strumento di consultazione on-line, questa indagine rappresenta una nuova importante risorsa per responsabili politici, ricercatori e professionisti.
L'indagine ESENER-2 si propone di esaminare le modalità con cui sono gestite, nella pratica, la salute e la sicurezza – e in particolare i rischi nuovi ed emergenti, quali i rischi psicosociali – nelle organizzazioni di tutte le dimensioni, incluse le microimprese con 5-10 dipendenti. I questionari sono stati sottoposti alla persona più informata in materia di SSL all'interno dell'organizzazione. Gli intervistati hanno indicato i principali fattori di rischio presenti nella propria organizzazione e hanno descritto come li gestiscono, specificando inoltre i motivi per i quali si occupano della gestione dei rischi – nonché le principali difficoltà che ostacolano innanzitutto la valutazione dei rischi sul luogo di lavoro.
Ole Christensen, eurodeputato e relatore del Parlamento europeo sul quadro strategico dell'UE in materia di salute e sicurezza sul lavoro 2014-2020, ha commentato: "L'indagine ESENER-2 fornisce un quadro completo delle modalità con cui la salute e la sicurezza sono gestite di fatto nei luoghi di lavoro europei. I risultati sono particolarmente importanti per i responsabili politici a livello nazionale e dell’UE, poiché documentano chiaramente che esiste un ampio margine di miglioramento in termini di salute e sicurezza sul lavoro".
Il fattore di rischio più frequentemente segnalato è costituito da situazioni in cui occorre trattare con clienti, pazienti, studenti e altri soggetti difficili (58 % delle imprese nell’UE-28), il che in parte riflette la costante crescita del settore dei servizi. I fattori che causano disturbi muscoloscheletrici (DMS), quali posizioni faticose o dolorose e movimenti ripetitivi della mano o del braccio, sono segnalati con elevata frequenza in tutti i settori di attività.
I risultati indicano che il 76 % delle imprese nell’UE-28 effettua valutazioni periodiche dei rischi, e di queste il 90 % le considera un modo utile di gestire la sicurezza e la salute. Esistono differenze significative a livello nazionale nella percentuale di imprese che effettuano le valutazioni dei rischi avvalendosi del personale interno rispetto a quelle che si avvalgono di fornitori esterni. L'utilizzo di personale interno varia dal 76 % in Danimarca al 7 % in Slovenia. Sebbene le dimensioni dell’impresa costituiscano un fattore determinante, in alcuni paesi persino la maggior parte delle imprese più piccole generalmente effettua le valutazioni dei rischi utilizzando personale interno.
Il direttore dell'EU-OSHA, Christa Sedlatschek, ha osservato: "Le imprese che non effettuano valutazioni periodiche dei rischi si giustificano principalmente affermando che i rischi e i pericoli sono già noti (83 %) e che non sussistono problemi rilevanti (80 %). I rischi psicosociali sono percepiti come più impegnativi da affrontare rispetto ad altri. Quasi un’impresa su cinque tra quelle che riferiscono di dover trattare con clienti difficili o di subire pressioni derivanti da urgenze temporali indica inoltre di non disporre di informazioni o adeguati strumenti per affrontare il rischio in modo efficace".
Un altro risultato fondamentale si riferisce al fatto che un elevato livello di partecipazione (formale o informale) dei dipendenti è un forte indicatore di buona qualità del lavoro, compresa la qualità della gestione della SSL in generale e della gestione dei rischi psicosociali in particolare.
L'attuale quadro giuridico in materia di SSL risale al 1989, quando è stata adottata la direttiva quadro europea per la sicurezza e la salute sul lavoro (direttiva 89/391/CEE), e, come nella precedente edizione dell'ESENER, il rispetto degli obblighi di legge è stato il motivo citato con maggiore frequenza per la gestione della SSL (85 % delle imprese nell’UE-28); una percentuale elevata di intervistati ha indicato altresì la volontà di soddisfare le aspettative dei dipendenti e dei loro rappresentanti (79 %) e di evitare sanzioni da parte dell'ispettorato del lavoro (78 %). ESENER 2 consente inoltre di capire se le aziende percepiscano la gestione della sicurezza e della salute come un onere, il che riveste grande rilevanza per i programmi in corso, come REFIT[1]. Alla domanda se la complessità degli obblighi di legge in materia di SSL sia considerata un ostacolo alla gestione della salute e della sicurezza, le risposte affermative variavano dal 67 % in Italia al 14 % in Lituania. Considerato che tutti gli Stati membri dell'UE sono soggetti alla stessa legislazione a livello di Unione europea, queste cifre evidenziano la diversità delle situazioni esistenti a livello nazionale e sottolineano l'importanza della normativa nazionale, delle strutture di supporto e di altre risorse

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