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martedì 8 settembre 2015

andamento infortunistico 2014

statistica
Il bilancio ufficiale per l’anno 2014, che emerge dalla Relazione, si è chiuso con un calo di circa 32mila infortuni, passati dai circa 695.000 casi denunciati nel 2013 ai 663.000 del 2014, per una variazione pari a –4,6%; una flessione inferiore a quella che si era registrata negli anni precedenti (era stata pari a – 6,8% nel 2013 e a – 8,8% nel 2012).
Un risultato da valutare comunque positivamente se si considera che nel 2014, dopo   anni di perdite di posti di lavoro, l'occupazione rilevata dall’ISTAT ha segnato un +0,4% (pari a +88.000 unità) rispetto all'anno precedente; va detto, tuttavia, che non si può considerare la modesta crescita del numero di occupati come un indicatore esaustivo del monte ore lavorate dagli assicurati INAIL, che rappresenta la misura dell’effettiva esposizione al rischio d’infortunio. C’è da ritenere tuttavia che per il 2014 l’”effetto crisi” abbia avuto un peso se non nullo, ma almeno molto più ridotto rispetto agli anni precedenti nel “favorire” il calo degli infortuni.
Sul piano territoriale il calo degli infortuni sul lavoro nel 2014 risulta diffuso in tutte le grandi aree geografiche del Paese su valori simili a quello  nazionale: - 4,5% a Nord Ovest e al Sud, - 4,6% nelle Isole, -4,8% a Nord Est e – 5,0% al Centro.
Ma all’interno delle ripartizioni geografiche l’andamento infortunistico nelle regioni si presenta molto più articolato, anche se tutte con il segno meno. Le regioni con le flessioni più accentuate sono l’Umbria (-12,2%), il Friuli Venezia Giulia e il Molise (-9,3%), la Calabria (-8,5%), ed il Piemonte (-7,4%). Quelle invece con i cali più ridotti sono la prov. di Bolzano (-1,0%), le Marche (-2,9%), il Veneto (-3,0%), la Puglia (-3,2%) la Lombardia e la prov. di Trento (-3,3%). Le altre regioni presentano flessioni sostanzialmente in linea con quella nazionale (-4,6).
Più sostenuto risulta il calo registrato dagli infortuni mortali “accertati” dall’INAIL che sono scesi dai 710 casi del 2013 (su un totale di 1.215 casi denunciati) ai 662 del 2014 (su un totale di 1.107 casi denunciati), per una riduzione pari a -6,8% (-8,9% per i casi denunciati).
Va però detto che, dati i criteri di rilevazione adottati da INAIL, il dato 2014 relativo ai morti accertati non è consolidato ed è pertanto da ritenersi ancora provvisorio.
A livello territoriale, il calo più consistente dei morti sul lavoro denunciati si è registrato a Nord Ovest con una diminuzione di 45 unità (dai 315 del 2013 ai 270 de 2014) pari a – 14,3%; a Nord Est, al Centro e al Sud il calo si aggira intorno a -8% con un risparmio di vite umane di circa 20 unità in ciascuna ripartizione. Nelle Isole, per contro, il numero dei morti è rimasto invariato su 110 unità.       
La Lombardia è la regione che ha fatto registrare il maggiore calo passando dai 188 infortuni mortali denunciati del 2013 ai 147 del 2014: 41 vittime in meno pari a -  21,8%; in controtendenza il dato del Piemonte dove le denunce mortali sono salite da 90 a 98 (+8,9%).
Nel Nord Est molto sostenuto il calo del Veneto (da 119 a 94 decessi denunciati), mentre in  lieve crescita l’Emilia Romagna (da 108 a 110) e soprattutto la prov. di Bolzano dove il numero delle denunce risulta addirittura triplicato (da 5 a 15).
Al Centro, Umbria e Lazio presentano flessioni molto consistenti, mentre nelle Marche c’è una crescita da 30 a 37 infortuni mortali denunciati.
Al Sud, molto consistente l’aumento della Basilicata dove il numero di infortuni mortali risulta più che raddoppiato (da 11 a 24 denunce), mentre flessioni rilevanti si registrano in Campania e Calabria.
Nelle Isole il numero dei morti sul lavoro tra il 2013 e il 2014 risulta stazionario (110 casi) per effetto di una crescita di 4 denunce in Sardegna, compensata da una flessione di altrettante unità in Sicilia.  
di Franco D'Amico Coordinatore dei sevizi statistico-informativi ANMIL
Fonte: ANMIL
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