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lunedì 1 agosto 2016

modello e-learning

E-learning Formazione
e-learning modello
Il percorso formativo si basa sul modello e-learning integrato, nel quale all'attività di formazione on-line si alternano momenti di formazione in presenza. 
Il termine e-learning (electronic learning) sta ad indicare l'uso di Internet per applicazioni educative. Rientrano in questa categoria due grosse tipologie di applicazioni, da intendere come momenti da integrare e bilanciare nel corso delle attività di formazione: 1. uso di materiale strutturato per essere fruito in autoistruzione (apprendimento individuale)
2. organizzazione di classi virtuali i cui componenti interagiscono in rete (apprendimento in rete)

Nel caso dell' apprendimento individuale , il processo è simile al recarsi in biblioteca per cercare libri e riviste che trattino un particolar e argomento, dai quali attingere nuove informazioni e conoscenze. Nell' apprendimento in rete la formazione si sviluppa, invece, alternando momenti di studio individuale a momenti di interazione a distanza, all'interno di vere e proprie comunità di apprendimento. Tale interazione, oltre che ridurre l'isolamento del singolo, ha anche lo scopo di valorizzarne le conoscenze pregresse a favore della crescita collettiva del grupp.
La formazione e-learning, anche in concomitanza del nuovo accordo Stato-Regioni e della nuova (per noi vecchia) gestione di una piattaforma e-learning, focalizziamo la nostra attenzione su come gestire un progetto e-learning. Un LMS è un learning management system (LMS) cioè una piattaforma applicativa (o insieme di programmi) che permette l'erogazione dei corsi in modalità e-learning al fine di contribuire a realizzare le finalità previste dal progetto educativo dell'istituzione proponente. Il learning management system presidia la distribuzione dei corsi on-line, l'iscrizione degli studenti, il tracciamento delle attività on-line, essenzialmente utilizzando oggetti didattici di tipo SCORM, cioè una raccolta di specifiche tecniche che consente, primariamente, lo scambio di contenuti digitali in maniera indipendente dalla piattaforma.

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Formazione RSPP ASPP accordo stato regioni

Lo scorso 7 luglio 2016 è stato sancito l’Accordo finalizzato alla individuazione della durata e dei contenuti minimi dei percorsi formativi per i responsabili e gli addetti dei servizi di prevenzione e protezione, a sensi dell’art. 32 del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81 e successive modificazioni.
L’Accordo ridefinisce innanzitutto la durata e i contenuti minimi dei percorsi formativi Rspp e Aspp rivedendo quindi quelli del 21 gennaio 2006 e introduce inoltre nuove disposizioni che andranno a modificare gli Accordi del 21 dicembre 2011 per quanto riguarda la formazione sulla sicurezza sul lavoro, ex articoli 34 commi 2 e 3 e 37 comma 2 del Testo Unico sicurezza lavoro, gli Accordi 22 febbraio 2012 ex articolo 73 per quanto riguarda le attrezzature da lavoro.
L’entrata in vigore del provvedimento è prevista entro 15 giorni dalla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. In prima applicazione e non oltre dodici mesi dall’entrata in vigore possono essere ancora avviati corsi di formazione Rspp e Aspp che seguano l’Accordo del 2006.
L’obiettivo non è quello di illustrare i contenuti dell’Accordo ma evidenziare alcuni elementi che, sono stati totalmente trascurati e che avranno un impatto significativo sui processi formativi dedicati alle figure dei RSPP e degli ASPP e, soprattutto, sull’efficacia della loro azione all’interno delle aziende.
il RSPP è stato individuato nello stesso datore di lavoro o in un consulente esterno e solo raramente la scelta è, invece, caduta su uno dei dipendenti di queste piccole realtà imprenditoriali.
Va ricordato che, per queste due tipologie di aziende, nel caso in cui il datore di lavoro decidesse di svolgere direttamente le funzioni di RSPP, l’Accordo Stato Regioni del 21 dicembre 2011 prevede, a suo carico, l’obbligo di frequenza ad un corso di formazione avente durata di 16 ore (rischio basso), 32 ore (rischio medio) e 48 ore (rischio alto) e dove la classificazione del rischio è funzione del codice ATECO di appartenenza dell’azienda (vedasi tabella II del citato Accordo).  Al termine del percorso formativo, nel rispetto della frequenza minima prevista (90% delle ore di formazione) e dopo la verifica di apprendimento, il datore di lavoro può ricoprire le funzioni di RSPP per la sua azienda. Ovviamente, per questa tipologia di “datore di lavoro”, l’Accordo prevede la frequenza a specifici corsi di aggiornamento (anche in modalità e-learning), tarati in funzione dei livelli di rischio (6 ore per rischio basso, 10 ore per rischio medio e 14 ore per rischio alto) e distribuito su un quinquennio. Accanto ai datori di lavoro che hanno optato per ricoprire l’incarico di RSPP e che hanno frequentato, a partire dall’inizio del 2012, i corsi strutturati come previsto dall’Accordo, coesiste un gran numero di datori di lavoro che rivestono le funzioni di RSPP e che hanno usufruito:
  • del totale esonero da qualunque obbligo formativo ai sensi dell’art. 95 del D. Lgs. n° 626/1994;
  • della frequenza al corso di 16 ore previsto dall’art. 3 del D.M. 16 gennaio 1997.
Non va però dimenticato che anche queste ultime due tipologie di datori di lavoro sono soggette all’obbligo di aggiornamento.

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venerdì 8 luglio 2016

RSPP 2016 Accordo approvato

rspp aspp 2016
Il 7 luglio 2016 nella Conferenza permanente per i rapporti tra Stato, Regioni e Province autonome l’Accordo che cambia la formazione degli RSPP e ASPP e modifica anche la formazione dei lavoratori. Accordo tra Governo, Regioni e Province autonome di Trento e di Bolzano finalizzato alla individuazione della durata e dei contenuti minimi dei percorsi formativi per i responsabili e gli addetti dei servizi di prevenzione e protezione, ai sensi dell’articolo 32 del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81 e successive modificazioni”.  Accordo che non revisiona solo l’Accordo del 26 gennaio 2006, ma che contiene anche sensibili modifiche alla formazione di vari “attori” che hanno ruoli, a partire dai lavoratori, in materia di sicurezza
Modifiche che riguardano dunque non solo un nuovo percorso formativo per RSPP e ASPP - con precise indicazioni riguardo ai nuovi moduli, alla formazione pregressa, alle verifiche di apprendimento,  all’aggiornamento e ai crediti - ma anche indicazioni relative a:
- sistema di accreditamento;
- requisiti dei docenti nei corsi di formazione;
- condizioni per la formazione del datore di lavoro che svolga i compiti del servizio di prevenzione e protezione;
- riconoscimento della formazione del medico competente;
- formazione dei lavoratori somministrati;
- mutuo riconoscimenti dei progetti sperimentali in e-learning per la formazione specifica;
- possibilità dell’uso dell’e-learning per la formazione specifica;
- organizzazione dei corsi di formazione in materia di salute e sicurezza sul lavoro.

L'accordo riporta vari allegati che contengono, ad esempio, i requisiti della formazione in modalità e-learning e nuove indicazioni metodologiche per la progettazione ed erogazione dei corsi. Non è ancora disponibile un testo definitivo e ufficiale. Testo che dovrà poi essere pubblicato in Gazzetta Ufficiale e avrà un breve periodo di “vacatio legis”, cioè il periodo che intercorre tra la pubblicazione di una legge sulla Gazzetta Ufficiale e la sua effettiva entrata in vigore. Vacatio legis che sarà probabilmente di 15 giorni.

Modulo A
28 ore
Possibilità di ricorso alla modalità e-learning secondo i nuovi criteri previsti nell’allegato II
Adeguamenti contenuti al nuovo contesto normativo
Articolazione in Unità Didattiche (UD)
Modulo B
Ridefinizione generale dei contenuti in Unità Didattiche (UD)
Prevista anche la trattazione dei fattori di rischio Stress lavoro correlato e ergonomia
Modulo B - modulo base comune da 48 ore che ricomprende i vecchi macrosettori B4, B5, B6, B8 e B9
Previste 4 specializzazioni:
SP1 agricoltura e pesca 12 ore
SP2 cave e costruzioni 16 ore
SP3 sanità residenziale 12 ore
SP4 chimico – petrolchimico 16 ore
Modulo C
24 ore
Nuova articolazione dei contenuti in Unità Didattiche (UD)

Metodologia didattica
Previsto l’Allegato IV con le indicazioni metodologiche per la progettazione ed erogazione dei corsi
Requisiti dei docenti
Estensione dei requisiti del decreto interministeriale 6 marzo 2013 anche per la formazione di RSPP – ASPP.
Verifiche apprendimento
MODULO A
• Test, somministrabili anche in itinere, per un totale minimo di 30 domande (eventuale colloquio di approfondimento)
MODULO B
•  Test, somministrabili anche in itinere, per un totale minimo di 30 domande
•  Prova finale di tipo descrittivo basata sulla risoluzione di almeno 5 domande aperte su casi reali o una simulazione (eventuale colloquio di approfondimento)
MODULO C
• Test, somministrabili anche in itinere, per un totale minimo di 30 domande
•  Colloquio individuale
Aggiornamento
•  ASPP: 20 ore nel quinquennio - RSPP: 40 ore nel quinquennio
•  Possibilità di riconoscimento reciproco degli aggiornamenti tra RSPP e Formatore e tra RSPP e CSP/CSE
•  Modalità e-learning secondo i nuovi criteri previsti nell’allegato II è consentita per tutto il monte ore
• Prevista la partecipazione a convegni e seminari (senza limite di partecipanti) per max 50% del monte ore 
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